L’effetto Mi.Ma.
L’effetto Mi.Ma.
18/12/2018
L’effetto Mi.Ma.

Tutto è bene quel che finisce bene, sosteneva Nick Carter di un grande Bonvi. E tutto va nel verso giusto quando le giocate studiate in allenamento, i sacrifici settimanali e tutto quello che ci va dietro, trova riscontro la domenica sul campo. Essere “Campioni d’Inverno”, di un inverno che è passato quasi invisibile se non per la spruzzata di neve post-gara, essere “Campioni” si diceva, rende tutto più bello. Soddisfatti, seppure a metà senza leccarsi le dita, ma con la consapevolezza di aver per ora costruito qualcosa di importante. Certo la squadra è stata creata per raggiungere un risultato simile, ma si sa che spesso con i nomi e neppure i cognomi, non si raggiungono risultati scontati.

Qui vige l’effetto Mi.Ma. che ha molte sfaccettature e che spiega molte cose. Per prima il MI.Ma. sta per Michele Marrese, un allenatore, che nella sua carriera “qualcosa ha già vinto” e che vedendolo sul campo, domenica esclusa per condivisione, dimostra cosa vuol dire lavorare, crederci e provarci. Dal più giovane al più esperto la gestione è maniacale. One to One, termine duttile per marketing e rapporti commerciali e finanziari, è stato applicato alla squadra. Nessun leader, tutti leader. Ognuno con il suo, sembra scontato, contribuisce con il proprio “mattoncino” a costruire l’impresa. Finora questo è servito ed il risultato lo dimostra.

L’effetto Mi.Ma. sta anche per “micca male”: riferito alla squadra, che ricca di personalità e perché no talenti, ogni domenica “gioca a calcio”. Più del risultato (non è vero…) a volte la domenica raccolgo da avversari vari (dirigenti, allenatori, giocatori o bugiardi) l’espressione “bella squadra” oppure “giocate a calcio”. Ecco queste sono le due espressioni che maggiormente mi appagano perché vuol dire che far Calcio si può… Poi senza fare il finto umile, se vinciamo al 96’ con un rigore inesistente, pazienza me ne farò una ragione…

Ma Mi.Ma. sta anche per “mi manca”: mi (ci) manca quella Categoria che molti giocatori hanno trafficato con merito e che in qualche modo gli compete. Senza fare i nostalgici e rispolverare Categorie che l’Atletico Castenaso ha navigato anche con grandi soddisfazioni, certi giocatori, anche giovani, sanno cosa vuol dire giocare a certi livelli. A loro, stando lì con la testa, il lavoro e l’impegno, la possibilità di rivederla.

E poi Mi.Ma. sta anche per quel progetto di fine stagione, ambizioso che i ragazzi ed il loro diesse, uno a caso, hanno concordato nell’eventualità che…

Milano Marittima li aspetta: sta a loro conquistarsi il biglietto e godersi quelle 48 ore che vorranno dire qualcosa per la loro vita calcistica.

D’altronde ogni spogliatoio ha una sua intimità, che tale deve rimanere. Basta crederci. A volte si riesce, ed a volte no, ma l’importante è provarci.

Mi.Ma. infine sta anche per me che sono nostalgico, come “mi mancano”. Sì mi mancano quei ragazzi che per motivi vari non fanno parte del progetto, ma che loro malgrado, e non lo sanno, ne sono comunque parte integrante. Da quelli che già lo scorso anno si sono messi a disposizione raccogliendo ahimè più delusioni che soddisfazioni, a quelli che ora hanno intrapreso altri …Campi (vero Luca?).

Sono tanti, forse anche troppi, ma se il risultato sarà quello cercato, un po' di merito sarà anche loro.

Ed ora la sosta, su cui lavorare con tenacia, sacrificio, dedizione e fingere, com’è poi vero, che non si è fatto ancora nulla. I Campionati si vincono a Marzo e sessanta e passa giorni sono tanti per arrivarci.

Daje Atletico’s


Stefano Zanerini – Qui Bologna Tv

Inizio pagina